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«FIERO DELLE CAPACITÀ DEI GEOMETRI» IL PRESIDENTE NICOLOSI SCRIVE A LA SICILIA

Paolo Nicolosi

Pubblichiamo la replica del Presidente Nicolosi alle affermazioni contenute nell’articolo a firma dell'ing. Francesco Nicolosi Fazio pubblicate sulla rubrica “lo dico a La Sicilia” rispettivamente il 15/02/2017 e l'8/02/2017.

 



«Fiero delle capacità dei geometri»

«Parlatene bene o parlatene male, basta che ne parliate» avrebbe detto Oscar Wilde. È questa la ragione per la quale mi corre l’obbligo di ringraziare l’ing. Francesco Nicolosi Fazio, della Libera Associazione Ingegneri, per l’articolo sul “bosco verticale” pubblicato mercoledì 8 febbraio u.s. nella rubrica “Lo dico a La Sicilia”.

L’ing. Nicolosi Fazio, criticando le scelte della sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, in merito alla realizzazione nella sua città del bosco verticale, ha cercato di dare forza alle sue soggettive opinioni (che personalmente rispetto, ma non condivido) scomodando la barba del ministro italiano del lavoro, Giuliano Poletti, per rappresentare la sua avversione per il verde che gli architetti fanno crescere sui prospetti degli edifici (li definisce “brutta facciata”).

Ma non solo, egli chiama in causa anche i geometri (oltre che scomodare gli Assiro-Babilonesi), additandoli di chissà quali soverchierie per eludere le regole, lasciandosi andare a commenti del tutto soggettivi e arbitrari che riguardano la professionalità dei tecnici che mi onoro di rappresentare a livello provinciale. «...con il massimo rispetto per la categoria professionale, molti geometri si sono sempre dilettati nel realizzare poderose erte fioriere, spesso per aggirare regolamenti edilizi e/o limiti superficiali (nei solai) di finanziamenti pubblici», scrive l’ingegnere.

Forse l’autore dell’articolo non si è reso conto che posso essere solo onorato nel sapere che molti geometri (ma non solo), nelle loro progettazioni inseriscono del verde e delle “poderose erte fioriere”, ma non per aggirare regolamenti edilizi o norme attuative (come vorrebbe far credere l’ing. Nicolosi Fazio), ma per rendere gradevoli gli edifici.

Forse l’autore dell’articolo vorrebbe dire che i geometri sono al passo con i tempi o, addirittura, precursori di un movimento architettonico? L’esperienza del “bosco verticale” messa in atto dallo studio dell’architetto Stefano Boeri nell’edificio realizzato nel centro direzionale di Milano e da tanti altri professionisti in altre città, è stata particolarmente apprezzata a livello internazionale e non a caso l’opera si è aggiudicata il premio del Councilon Tall Buildings and Urban Habitat come il «grattacielo più bello e innovativo del mondo». E non è altrettanto casuale che la sindaca della capitale francese, ispirandosi all’esperienza milanese, voglia costruire 100 ettari di edilizia “verde”entro il 2020, lanciando anche un concorso internazionale d’idee. Per avere contezza su cosa si intende per “bosco verticale ” (considerato che nell’articolo pubblicato mi pare che ci sia una certa confusione) ho voluto riportare testualmente una dichiarazione dell’Arch. Boeri: «Trasformare i tetti in superfici vive e coltivabili che raccolgono l’acqua piovana, assorbono CO2 e riducono la temperatura delle città, è una sfida da intraprendere anche nelle città italiane. L’esempio della municipalità di Parigi, con cui è nata oggi una collaborazione, può essere esteso e ripensato anche in grandi città come Milano e Roma».

L’ing. Nicolosi Fazio, da come si legge nel suo articolo, sostiene che «coprire i grattacieli esistenti con tante fioriere “paesane” è un delitto contro la storia dell’architettura, che ha segnato (nel XX secolo) una grandiosa evoluzione irreversibile». Ma di quale architettura l’ingegnere parla? Forse è quella degli anonimi e squallidi palazzi realizzati dagli anni ’60 a gli anni ’90 nelle nostre città (che, tra l’altro, certamente non possono essere addebitabili ai geometri)?
Se sono questi gli edifici ai quali l’ingegnere fa riferimento come «grandiosa evoluzione» e se le fioriere «paesane» sono quelle del grattacielo “Boeri”, allora sono fiero della capacità progettuale dei geometri che con i loro «delitti contro l’architettura» riescono a inserire del verde negli edifici migliorandone l’estetica e la vivibilità.

Paolo Nicolosi
Presidente del Collegio dei Geometri della provincia di Catania



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