CONDONO: ALTRO "ABORTO"
Data: Mercoledì, 14 luglio 2010
Argomento: CONDONO CATASTALE


CASA_IN_SANATORIA.jpgPossibile il condono se il vincolo sull’area è stato posto dopo la realizzazione dell’immobile o dell’intervento edilizio, a patto che questo sia conforme a norme e strumenti urbanistici. Lo ha deciso il Consiglio di Stato con la sentenza 3714/2010, depositata il 19 maggio scorso. Il Consiglio di Stato ha esaminato il caso di un ampliamento volumetrico realizzato senza titolo abilitativo su un edificio residenziale situato in zona sottoposta a vincolo ambientale, dichiarata più precisamente a protezione integrale.



Sia il Tar prima che il Consiglio di Stato dopo hanno respinto la domanda di sanatoria ai sensi della Legge 326/2003 (terzo condono edilizio), ordinando in seguito la demolizione del manufatto.
 
Il terzo condono ammette la sanatoria solo se l’opera è stata costruita prima che subentrassero i vincoli ambientali o nel caso in cui l’edificio sia conforme alle norme urbanistiche nonostante sia stato realizzato in difformità dal titolo abilitativo.
 
In base alla legge, quindi, la sanabilità delle opere in zona vincolata è totalmente esclusa solo in presenza di un vincolo di inedificabilità assoluta.
 
Situazione diversa per l’inedificabilità relativa, che si configura come un vincolo superabile con un giudizio a posteriori di compatibilità paesaggistica. Allo stesso tempo, però, il vincolo deve essere subentrato dopo la costruzione del manufatto.







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